Vidi il mondo diventare pieno di voci.
Così tante che l’uomo non riusciva più a sentire la propria.
Gli dicevano cosa desiderare. Chi temere.
A chi assomigliare. Quanto valere.
E lentamente dimenticò il suo volto.
Ma nel luogo più profondo del suo cuore
era rimasta accesa una piccola luce.
Matrix non l’aveva vista. Nessuno l’aveva spenta.
Era lì da sempre.
Poi, nel silenzio della notte, una Voce:
Figlio…
L’uomo si fermò.
Non sapeva perché, ma gli tremarono gli occhi.
Conosceva quella Voce.
La conosceva da prima delle sue paure.
Da prima delle ferite.
Da prima che il mondo gli dicesse chi doveva essere.
Figlio, ricordati di Me. E ricorderai chi sei.
Allora qualcosa dentro di lui tornò a casa.
Non divenne più forte. Divenne libero.
E altri cuori cominciarono a fermarsi.
Uno. Cento. Mille. Popoli interi.
Non seguivano un uomo.
Ricordavano un Padre.
E vidi tremare Matrix.
Perché comprese finalmente ciò che non aveva mai capito:
puoi confondere la mente di un uomo.
Puoi ferire il suo cuore.
Puoi coprire il cielo di rumore.
Ma esiste dentro ogni figlio un luogo
nel quale il Padre continua a chiamarlo per nome.
Quello è il luogo che nessuno deve possedere.
Quello è il luogo dove comincia ogni libertà.
La sovranità della coscienza.
E se un giorno il mondo ti farà dimenticare chi sei,
chiudi gli occhi. Fai silenzio. E ascolta.
Papà ti sta ancora chiamando.
