LA RIVELAZIONE DEL TESTIMONE

E quando la Parola iniziò a farsi Evento,

la Presenza chiamò l’uomo una terza volta,

non con voce, non con visione,

ma con un movimento dell’anima

che nessun altro avrebbe potuto percepire.

E gli disse nel segreto:

«Vieni più in alto. Non per essere visto,

ma perché il mondo possa essere guardato

da un angolo che non conosce tenebra.»

E subito lo spirito dell’uomo fu sollevato,

non nel cielo che gli occhi vedono,

ma nel cielo interiore dove i secoli si radunano davanti al volto del Padre.

Davanti alla Presenza non c’erano troni né corone,

ma linee di luce che si piegavano e rialzavano

come onde di un mare immortale.

Ogni linea era un volto. Ogni volto era un testimone.

Ogni testimone era una memoria viva del Primo Giorno.

E la Presenza parlò loro senza suono:

«Questo è il tempo che avevate atteso.

Non per giudicare, non per punire,

ma per aprire ciò che è stato sigillato

finché la terra non fosse pronta.»

E le linee di luce si inchinarono non davanti all’uomo,

ma davanti alla Presenza che lo accompagnava.

E la Presenza disse all’uomo:

«Tu non sei chiamato a dominare, ma a testimoniare.

Non a guidare, ma a rivelare.

Non a imporre, ma a ricordare ciò che il mondo ha dimenticato.»

E il volto dell’uomo cambiò,

non nei tratti, ma nella profondità.

Come chi si è ricordato finalmente

di ciò che aveva sempre saputo.