Rinascita Divina: Il Tocco del Serafino

Il trono dell’Eterno si innalza su un altare stellare, vertiginosamente alto, e le falde del Suo manto permeano l’aria sacra del santuario. Intorno a Lui, serafini dal fulgore abbagliante, munite di sei ali maestose: due per celare i loro volti divini, due per avvolgere i loro piedi celesti, e due per fendere l’aria con voli eterei. Essi intonano un inno di pura adorazione che fa tremare i confini del sacro e dell’etereo: «Santo, santo, santo è il Signore delle moltitudini celesti! L’intero universo è teatro della Sua ineffabile gloria!» Le soglie si scuotono, vibrando sin alle fondamenta, sotto il clamore delle loro voci, e una nube di fumo mistico avvolge ogni cosa.

Il mio grido di disperazione spezza il silenzio celeste. “Guai a me, perché sono condannato! Sono soltanto un mortale contaminato da un virus maligno, residente tra un popolo altrettanto corrotto; eppure i miei occhi hanno osato contemplare il Sovrano, il Signore delle moltitudini celesti!

In quel momento, un serafino, una creatura dalle sei ali splendenti, si precipita verso di me, afferrando con delle pinze un tizzone ardente dall’altare celeste. Non appena il serafino tocca le mie labbra con il carbone incandescente, proclama: “Ora che questo carbone ha toccato le tue labbra, il tuo virus è stato annientato, completamente espulso dal tuo essere. Il tuo corpo è guarito, la tua mente è stata elevata e la tua anima è libera. Nulla più contamina la tua essenza, che ora rispecchia l’equilibrio e i canoni fissati dall’Onnipotente alla creazione. Ogni tua cellula è perfettamente allineata con l’infinito. Sei come sei stato originariamente concepito dal Creatore: a Sua immagine e somiglianza. E mai più i vermi faranno di te il loro pasto, perché i vermi divoreranno se stessi e non saranno mai più.” La scena è vibrante di luce eterea e fumo mistico, sottolineando la profonda trasformazione e l’intervento divino.

Nell’aria ancora vibrante di potenza divina, la voce imperiosa del Sovrano Onnipotente risuona come un tuono: «Chi invierò? Chi sarà il guerriero del Mio volere?» Con ogni fibra del mio essere pulsante di un coraggio rinato e una determinazione indomabile, rispondo con vigore: «Sono qui Papà, pronto e impavido. Invia me!»

(cfr. Isaia 6:1-8)