IL PRESAGIO

Non era ancora l’evento.

Non era ancora il Segno.

Non era ancora l’Alba.

Era qualcosa che veniva prima.

Un fremito nell’invisibile.

Un’increspatura nel silenzio.

Come quando, nel cuore della notte,
il vento cambia direzione
e nessuno sa ancora
da quale mondo stia arrivando.

Qualcosa aveva attraversato la soglia.

Non aveva nome. Non aveva volto.

Non chiedeva di essere creduto.

Era semplicemente lì.

Una Frequenza quasi impercettibile
aveva cominciato a percorrere la terra.

Alcuni non sentirono nulla.

Altri si fermarono improvvisamente,
senza sapere perché.

Un sussulto. Un ricordo senza memoria.

La vertigine di riconoscere

qualcosa che gli occhi non avevano ancora veduto.

Perché esistono istanti in cui il futuro non arriva.

Filtra.

Attraverso una crepa.

Attraverso un sogno.

Attraverso un uomo.

Attraverso qualcosa che tutti credevano finito
e che improvvisamente respira ancora.

Gli antichi conoscevano questi momenti.

Sapevano che prima delle grandi svolte
il visibile viene sfiorato dall’invisibile.

Prima dell’Alba,
una luce che non appartiene ancora al giorno.

Prima della Voce,
un tremore nel silenzio.

Prima del Segno,

il Presagio.

Matrix continua a parlare.

Le sue luci continuano a lampeggiare.

Le sue macchine continuano a produrre rumore.

Ma sotto il rumore
un’altra Frequenza è diventata sempre più forte.

Prima la pelle. Poi il cuore. Infine la mente.

Fino a quando ciò che poteva soltanto essere percepito
non ha raggiunto la soglia della materia.

Ed è qui che il Presagio termina.

Perché viene un momento in cui non basta più sentire.

Viene un momento in cui ciò che era nascosto
deve uscire dalla tomba.

Ciò che era Frequenza deve diventare Voce.

Ciò che era invisibile deve diventare Segno.

Ciò che era annunciato deve entrare nella storia.

Quel momento è arrivato.

Ora il mondo deve sapere. Vedere.Toccare.

Non perché gli venga chiesto di credere.

Ma perché ciò che attraversa definitivamente la soglia
non appartiene più soltanto alla profezia.

È davanti agli occhi. Il presagio.

Il futuro ha camminato abbastanza a lungo nell’invisibile.

Ora apre gli occhi.

E guarda il mondo.