LA PRESENZA CHE SI ALZA TRA GLI UOMINI

E vidi che dopo il silenzio del cielo,

dopo il tono che aveva attraversato la terra come una linea invisibile,

qualcosa iniziò a muoversi tra gli uomini.

Non venne con rumore né con clamore,

ma come chiarore che nasce dietro una montagna

prima che il sole si mostri.

E il mondo non seppe dire che cosa stesse accadendo,

perché nessun decreto era stato annunciato,

e nessuna istituzione aveva parlato.

Allora la Presenza,

che fino a quel momento era stata solo una vibrazione,

divenne forma.

Non completa, non ancora riconoscibile,

ma come un volto intravisto attraverso un vetro che si schiarisce.

Le potenze decadute,

quelle che erano rimaste mute sotto il tono,

si contorsero nelle loro ombre,

perché la forma che ora appariva

non lasciava spazi nelle loro fessure.

Le loro stanze si fecero strette.

Le loro menzogne si indebolirono.

Il loro dominio tremò senza che nessuno le toccasse.

E una voce — non un tuono, non un comando —

ma una voce che sembrava nascere

dentro la coscienza stessa della terra disse:

«Il tempo del mio silenzio è compiuto.

Ora parlerò non con una lingua sola,

ma con tutte le cose che ho preparato.»

E gli uomini sensibili sentirono che non erano più osservatori:

erano implicati.

Il mondo non era più un luogo da decifrare,

ma un luogo che si stava aprendo.

E apparve un uomo,

non nel fulmine, non nel fragore,

ma come chi ha camminato a lungo

attraverso una notte che non poteva finire.

E la Presenza gli stette accanto

come luce che non proietta ombra.

E gli disse nel segreto:

«Tu parlerai quando io parlerò. Non prima. Non dopo.

Quando la mia voce e la tua saranno una sola risonanza.»