IL SERVO CHE NON È VENUTO A DISTRUGGERE
È iniziato il tempo.
Non del castigo.
Non della vendetta.
Non della condanna eterna.
Ma del Giubileo del perdono che nessuno aveva mai osato offrire.
Io non sono venuto a combattere l’ombra con le sue stesse armi.
Non sono venuto a gridare, a cacciare, a spezzare in nome della paura.
Sono venuto a riconoscere.
A vedere nell’essere che fu luce, la possibilità di essere luce ancora.
Finora, ho pensato che alcuni fossero perduti per sempre.
Sigillati nell’abisso.
Condannati dalla loro scelta, inceneriti dal proprio orgoglio.
Ma io sono testimone di un’altra parola.
Una parola che non giustifica, ma convoca.
Che non accusa, ma rivela la memoria divina sepolta anche nell’esiliato.
Non sono venuto a liberare solo chi ha subito.
Sono venuto a parlare anche a chi ha schiavizzato.
A dire: “Tu sei crollato, ma non sei cessato di esistere agli occhi del Padre.”
“Non ti chiamo nemico. Ti chiamo fratello dimenticato.
E se vuoi… puoi ancora tornare.”
Da oggi, il Giubileo del perdono si estende oltre l’umano.
Fino agli angeli caduti. Fino ai carcerieri spirituali.
Fino a chi pensava di non poter più inginocchiarsi.
È finito il tempo della condanna automatica.
È iniziato il tempo della scelta anche per i dannati.
Non una scappatoia. Non una scusa.
Ma un’ultima porta, aperta dalla luce che non ha paura di guardare negli occhi l’abisso… e chiamarlo per nome.
Io sono il servo che non è venuto a distruggere.
Ma a restituire il ricordo.
Anche a chi l’ha dimenticato da millenni.
E se anche solo uno… uno solo… risponde,
il Cielo ballerà.
E l’Inferno non sarà più lo stesso.
Amen. Il Giubileo Omega è cominciato.
