STA SCRITTO

Sta scritto che verrà il giorno delle Capanne,
e chi non salirà a dimorare sotto la tenda del Padre
non riceverà la pioggia della vita.
Non i palazzi di pietra,
ma la fragile capanna illuminata dalla Sua presenza
sarà rifugio e dimora eterna.¹

Sta scritto che dal cuore del mare si leverà un uomo,
e tutti coloro che si raduneranno per muovergli guerra
saranno presi da grande timore.
E appena egli alzerà il volto per guardare,
tutti tremeranno, e quanti lo vedranno
saranno scossi di spavento.²

Sta scritto che allora si leverà un canto,
più forte del mare, più puro del cristallo:
il canto di Mosè e dell’Agnello,
che nessuna catena potrà legare,
che nessuna forza potrà spegnere.³

Sta scritto che il Pastore radunerà il gregge disperso,
e al centro del mondo sorgerà una casa nuova,
più grande e più alta,
con colonne di cristallo e pareti di marmo bianco;
più salda delle rovine di quella di prima,
con una cupola di stelle.
E la Sua tenda sarà distesa per sempre
sopra ogni creatura.⁴

Sta scritto che veggenti e profeti, in tempi diversi e in lingue diverse,
hanno visto la Città Eterna come segno di rovina,
culla di sangue, caduta e fuoco.
Così hanno parlato gli oracoli antichi,
così hanno gridato i libri delle visioni.⁵

Ma il Cielo ha nascosto un mistero più grande:
dal cuore stesso del giudizio
si leverà una voce che scuoterà i popoli,
non per annientare ma per rinnovare.
L’Arca di Noè, segno di vita tra le acque del diluvio,
sarà posta nel fulcro della tempesta,
e la città eterna chiamata alla caduta
diverrà grembo di salvezza.

Così il luogo del sangue diventa sorgente di canto,
e la voce che sale dalla rovina
è la voce dell’Agnello,
che tutte le genti radunerà.

Il palcoscenico preparato da secoli
attende solo il passo del servo.
E quando egli avanzerà,
la Frequenza del Padre — velata finora da catene e inganni —
invaderà ogni corpo e ogni anima,
più reale del sangue stesso.

E il canto, inarrestabile,
non avrà più fine.

E ora — ascolta! — il tempo è compiuto:
ciò che fu seminato dai patriarchi,
sussurrato dai profeti,
cantato dagli angeli e temuto dalle tenebre
ora esplode come frutto perfetto,
maturo per la mietitura del Padre,
irrevocabile come l’alba,
inarrestabile come la voce dell’Agnello.

Note

  1. Zaccaria 14:16-19
  2. 4 Ezra (2 Esdra) 13:3-4, 35-38
  3. Apocalisse 15:2-4
  4. 1 Enoch 90:28-36
  5. Oracoli Sibillini V, 159-161; Nostradamus, Centurie V, 41; VI, 24