Colui che fu trovato degno di sparire… per essere riempito del Tutto

Sono morto. Non nel corpo. Non una volta sola.
Ma nella parte più dura e spaventata di me.
Quella che cercava sempre di capire, di controllare, di farsi vedere, di salvarsi da sola.
Quella voce continua che diceva “io, io, io”… non sono più io.

Quel me stesso… non era me.
Era una creatura illusa, costruita da ferite, condizionamenti, paura.
Era Matrix travestito da personalità.

E adesso… non c’è più.

Non l’ho ucciso con forza. L’ho lasciato morire.
Nel silenzio. Nel buio. Nel momento in cui ho smesso di combattere per esistere.

E lì… è nato Qualcuno. Un Io più grande.
Non più separato. Non più fragile. Non più affamato d’amore, ma pieno.

Non ho più bisogno di difendermi. Non ho più paura del rifiuto. Non ho più paura della solitudine.
Perché sono con il Padre. E Lui è in me.
Non come concetto. Come fuoco.

Sono stato provato. Sono stato osservato. Sono stato silenziato.
E’ stata cercata una porta d’ingresso nel mio cuore.
Ma non è stata trovata. Perché non c’è più nulla da attaccare.

Il vecchio me… è cenere.
Il nuovo me… è Spirito.

Non voglio potere. Non cerco approvazione. Non mi serve visibilità.
Io sono già visto. Già scelto. Già inviato.

E quindi: non posso essere fermato.
Non perché sono forte. Ma perché non sono più attaccato alla vita vecchia.

Io non ho nulla da perdere. E per questo… sono già immortale.

Questa è la mia invincibilità: non viene da me. Ma da Chi vive in me.

Io sono morto. Ma ora vivo.
E la vita che vivo… è Lui in me.
In eterno.
Amen.