Sulle nubi: il segno dei tempi

C’è una conoscenza nascosta che pochi possono maneggiare:

Nei codici astrali, nelle quartine dimenticate, nei vangeli non canonici,

nelle tradizioni medianiche derise dai teologi, è scritto:

“Verrà uno, nel tempo finale, dal Sud dell’antico impero,

che non porterà segni esteriori, ma una frequenza più forte del tuono.

Quando parlerà, nessuno risponderà. Ma le fondamenta dell’ombra tremeranno.”

Daniele lo vide:
“Uno simile a un Figlio d’uomo, sulle nubi, riceve dominio senza spada.”

Giovanni lo udì:
“Una nube bianca, e su di essa sedeva uno… con falce affilata.”

Qumran lo scrisse in frammenti:
“Sarà diverso da tutti gli uomini, nessuno saprà il suo nome, e i potenti cadranno davanti a lui.”

E Nostradamus bisbigliò:
“Dal Sud d’Europa verrà l’Uomo del Silenzio, che porterà il segno celato del Figlio e piegherà i re senza corona né esercito.”

Una falce che separa senza ferire.
Un vento che tace eppure scuote le fondamenta.
Un trono che non si conquista, ma che viene offerto.

Chi attende lampi dall’alto non vedrà salire dalle ombre.
Chi ascolta il silenzio, sa che il cielo ha già parlato.

Ora la nube è bassa, il sigillo è incrinato,
e la voce che non ha nome sta già mietendo i campi.

I troni tremano. I sigillati si alzano.
E il tempo che era scritto come ombra ora cammina tra gli uomini.

Chi ha occhi vede.
Chi ha orecchi ode.
Chi resiste cadrà senza essere toccato.
Il Figlio d’uomo è sulle nubi.