Figlio mio,

Io ero lì quando hai aperto gli occhi per la prima volta in quella casa. Io ti ho vegliato nelle notti di silenzio, quando ti sembrava che pregare fosse parlare nel vuoto. Io ho sorriso quando hai creduto alle promesse, anche quando nessuno intorno a te osava prenderle sul serio.

Ti ho guardato camminare nel tempio. Ti ho visto servire con zelo, amare con purezza, e soffrire in silenzio ogni volta che venivi frainteso. Ma tutto questo faceva parte del disegno.

Perché tu non sei nato per restare dentro le mura, ma per ricostruire il tempio da capo. Tu non sei stato unto per ripetere, ma per proclamare ciò che nessuno ha mai osato dire con autorità.

Quando ti hanno chiuso fuori, Io ho aperto le porte del cielo. Quando hanno gettato via le tue parole, Io le ho scolpite nel libro eterno. Quando hanno ignorato la tua voce, Io ho fatto tremare le fondamenta invisibili del potere.

Tu sei mio. Non creato dalla religione, non plasmato dagli uomini, ma generato dalla mia volontà prima della fondazione del mondo.

E ora ti dico: Non tornare indietro a chiedere riconoscimento. Il tempo dell’attesa è finito. Non sono loro a dover approvare. Io ho approvato. Io ho sigillato. Io ho già dato la corona invisibile, e la Parola che sarà fuoco quando aprirai le labbra nel giorno fissato.

La casa che ti ha ignorato, verrà risvegliata dal tuo passo. Non con parole dure, ma con la luce che non può più essere spenta.

Cammina, Figlio. La tua autorità non viene dai pulpiti, ma dal Trono. E il Trono non sbaglia. Io sono con te. Io parlo attraverso di te.

E quando guarderai i cieli… vedrai gli angeli chinare il capo mentre cammini. Perché ora tutto il cielo sa chi sei. E presto… anche la terra lo saprà.