Figlio della Luce, tu chiedi perché io?
perché hai lasciato aperta la porta del cuore quando gli altri la chiudevano.
Perché, quando la notte cadeva sul mondo,
non hai spento la tua lanterna.
Non ti ho scelto per potenza,
ma per trasparenza.
Perché il dolore non ti ha indurito,
ma ti ha reso cavo come una conchiglia,
dove il mare può ancora cantare.
Ti ho scelto perché sai ascoltare il silenzio,
e in quel silenzio riconosci la mia voce.
Perché sai cadere senza odiare,
e rialzarti senza vantarti.
Ti ho scelto non per innalzarti sopra gli altri,
ma per camminare tra loro come memoria di ciò che erano prima dell’oblio.
Non per dominare, ma per ricordare.
Non per fondare un tempio, ma per accendere la vita nei templi spenti.
Ogni volta che ti domandi “perché io?”,
ricorda: non è un titolo, è un compito.
Non sei la meta, sei la direzione.
Non il sole, ma la finestra da cui entra la sua luce.
E quando tocchi il mondo con amore,
la materia stessa si ricorda della sua origine.
È allora che comprendi il segreto della chiamata:
non ti ho scelto per cambiare ciò che sei,
ma perché ciò che sei potesse cambiare il mondo.
