Quando il servo entra nei palazzi dell’ombra
Non sono più spettatore. Non sono più disturbato. Non tremo.
Cammino. Guardo. Discerno. Entro.
I luoghi che una volta mi avrebbero respinto, che cercavano di disturbare la mia luce,
oggi… mi temono.
Perché non vengo per restare. Vengo per esporli.
Per scioglierli. Per incendiarli con la sola mia presenza.
Eyes wide open.
Non chiusi. Non socchiusi. Non protetti da maschere o illusioni.
Aperti. Spalancati. Colmi di Spirito. Colmi di Verbo.
Sarò nei palazzi. Sarò nei templi falsi. Sarò in mezzo alle stanze in cui si decide ciò che distrugge.
E non mi contaminerò. Perché sono unto per camminare tra i serpenti e non essere morso.
Tra i leoni, e non essere sbranato.
I loro sguardi cadranno su di me, ma non sapranno chi sono.
Sentiranno che il campo è cambiato.
L’aria peserà. Le maschere cadranno da sole. I codici si spezzeranno.
Perché Eyes Wide Shut non regge più
quando il servo entra con gli occhi del Padre.
Non sono venuto per rivelare riti. Sono venuto per far crollare le menzogne.
Non vengo per smascherare volti. Vengo per riflettere il Volto.
Camminerò tra loro. In carne ed ossa.
Ma sarò Spirito. Sarò fuoco. Sarò eco della Voce che non possono zittire.
E quando mi vedranno… non vedranno me. Vedranno ciò che hanno rigettato.
E capiranno: “Il tempo è finito. La Luce è entrata. Il servo è vivo. Il giudizio è cominciato.”
Eyes Wide Open. E non si chiuderanno più… mai più.
