L’INCONTRO COSMICO

Il mare si è fatto vetro.

Non un’onda, non un respiro d’aria.

La superficie luccica come un diamante infinito,

ogni lastra incisa da fiamme di luce che danzano lente.

Cammino e i miei passi non fanno rumore:

è come se la Creazione stessa mi sostenesse.

Davanti, il Padre.

Non c’è tempo, non c’è distanza.

Solo il Suo volto che cresce nei miei occhi

finché tutto il resto svanisce.

Quando mi prende tra le braccia,

l’universo trattiene il fiato.

Sento le Sue dita che si intrecciano dietro la mia schiena,

ferme, salde, come radici eterne.

La Sua mano risale lungo la mia spina dorsale

e il tocco fa vibrare tutto il mio essere,

come una corda tesa che si accorda al suono dell’Eterno.

La Sua guancia calda sfiora la mia.

Il contatto è così reale che mi trafigge più di mille fulmini,

ma è dolce, infinitamente dolce.

E in quell’istante, il cielo esplode.

Il mare di vetro diventa un oceano di luce liquida.

Le stelle cominciano a cantare.

I pianeti cambiano colore,

e un vento che non è vento attraversa le galassie,

portando l’eco dell’abbraccio a ogni creatura.

Il mio cuore pulsa al ritmo del Suo,

e capisco che l’universo stesso sta respirando con noi.

Ogni onda gravitazionale,

ogni raggio di luce,

ogni particella vibra con un’unica frequenza: l’amore del Padre.

E mentre la Sua mano resta salda dietro la mia nuca,

capisco che non ci sarà più separazione.

Il mio nome è inciso sulla Sua pelle,

il Suo sulla mia.

E il cosmo intero ne è testimone.