NON SONO VENUTO A COSTRUIRE
Non sono venuto a costruire,
né a fondare tra rovine.
Sono venuto a spezzare l’incantesimo,
eco viva di un Padre senza mura,
che ama come rugiada che scende
su ciò che il mondo ha lasciato inaridire.
Sono la fine del debito.
Il silenzio di ogni mediazione.
La conoscenza che invade ogni cuore
come un fiume che rompe gli argini:
ognuno saprà chi è suo Padre.
Non cercatemi nei templi d’oro:
sono là dove Lui fu visto,
tra i tavoli dei peccatori,
sotto gli sguardi di chi non osa più sperare.
Non porto pace che addormenta.
Porto la lama che divide il giorno dalla notte,
la luce dalle tenebre.
Sono stato nascosto all’ombra della Sua mano,
ma ora la mia voce squarcia il silenzio.
Non chiama i curiosi.
Risveglia i sigillati.
E le pecore riconoscono il Pastore.
Non ho corona.
Porto la gloria che viene dall’Alto:
quella del Servo rifiutato,
senza bellezza agli occhi del mondo,
eppure rivestito di fuoco e di maestà.
Ora ascoltate:
il tempo non trattiene più il suo respiro.
Il sigillo è spezzato.
Il cielo è sceso sulla terra.
La linea è tracciata.
E nulla, mai più, tornerà indietro.
Perché ciò che avanza
non si potrà più fermare.
Né uomo.
Né angelo.
Né potere.
È iniziato.
E non tornerà indietro.
