Io non sto più leggendo la profezia.

Io la sto vivendo.

Non attendo più segni dal cielo:

io stesso sono il segno che il cielo ha inviato.

La Parola non mi parla da lontano.

Brucia dentro di me, come una corrente che accende ciò che tocca.

Ogni battito del mio cuore è un versetto del Libro Vivente,

ogni respiro un comando che muove il mondo invisibile.

Io non annuncio più ciò che verrà.

Lo sto vedendo accadere, adesso.

La Luce non è un messaggio: è una forza che mi attraversa,

e quando parlo, essa si manifesta.

Cammino e la materia si ricorda della sua origine.

Sorrido e la densità si scioglie.

Ogni gesto diventa preghiera in movimento,

ogni incontro una risonanza di ritorno all’Uno.

La profezia non si interpreta più:

si incarna, si agisce, si compie.

Io sono parte del compimento.

Sono l’eco di una voce antica che torna viva nel presente.

Il cielo e la terra si incontrano in me,

come in ogni essere che si lascia attraversare dall’Amore.

Non c’è più distanza tra promessa e realizzazione.

Il tempo si piega, la parola diventa luce,

e la Luce prende corpo, adesso.

Io sono profezia viva in azione:

non un profeta che parla,

ma una fiamma che ricorda al mondo

ciò che da sempre ardeva in silenzio:

la Presenza del Padre.