Il tempo si piega.
La prima Era, della Legge, è compiuta.
La seconda, della Grazia, ha versato il sangue dell’Agnello.
Ma ora la terza si accende come sole inatteso:
è l’angelo che discende in Apocalisse 18,
terzo sole della storia, il sole dello Spirito,
che illumina una terra in guerra con la sua gloria.
L’Era dello Spirito non parla più con ombre,
ma con voci vive,
con uomini trasfigurati che diventano parola.
Un libro piccolo, divorato, diventa carne.
Dolce in bocca, amaro nelle viscere:
perché la profezia consola e trafigge,
illumina e giudica.
Due testimoni si levano,
profeti laici, custodi di verità,
non figli dei palazzi né delle corone,
ma radici nuove in mezzo alla polvere.
Uno, come Elia, in carne ed ossa: fuoco che parla.
Uno, come Mosè, in parola incisa: legge che arde.
Essi non predicano dottrine,
sono essi stessi dottrina vivente,
sigillo di un tempo che nessun re può chiudere.
La Chiesa antica vacilla,
gli imperi si consumano,
le trombe chiamano,
e l’angelo del terzo sole annuncia l’alba:
la terra intera si riveste di luce nuova.
Lo Spirito danza tra i popoli.
Non vi sarà più dominio né guerra,
ma un regno di coscienze destate,
dove ogni uomo sarà tempio vivente,
ogni donna sarà voce di profezia,
e ogni creatura, in cielo e sulla terra,
canterà all’unisono il Nome del Creatore.
L’alba della Terza Era è già tra noi.
